L'allodola (Aluada arvensis) è un uccello appartenente alla famiglia degliAlaudidi. Se ne conoscono 14 sottospecie. L'allodola nidifica in tutto il continente europeo, nell'Africa nord-occidentale e anche in Asia. Rispetto ad altri uccelli appartenenti alla stessa famiglia, l'allodola frequenta anche zone dal clima più freddo e può costruire il suo nido sia in luoghi abbastanza aridi sia in zone caratterizzate da una certa umidità; questo fa sì che l'allodola sia l'uccello più diffuso del suo gruppo familiare (si stima che in Europa nidifichino circa 30 milioni di coppie di allodole, ma tale dato è in diminuzione; la popolazione nidificante nel nostro Paese viene stimata in circa un milione di coppie). Il declino numerico delle allodole sembra imputabile all'intensificarsi delle pratiche legate all'agricoltura (incremento delle monocolture intensive con notevoli mutamenti del paesaggio, modifica delle abitudini di semina, eccessivo uso di fertilizzanti e pesticidi ecc.).
È possibile trovare l'allodola in campagne aperte, coltivate o meno, sia nelle pianure che negli altipiani, nelle brughiere come anche nelle steppe, nelle zone paludose o in quelle dunose.
L'allodola ama volare a qualche centinaio di metri di altezza, poi va verso terra tenendo chiuse le ali che riaprirà solo quando si troverà a breve distanza dal suolo. È un uccello terragnolo che cammina e saltella in modo molto agile con il corpo tenuto in posizione orizzontale. Non si posa mai sugli alberi, ma sulla vegetazione più bassa, sui sassi e sui muretti. Quando è a terra, la colorazione del suo piumaggio la protegge in modo piuttosto efficace dalla vista dei predatori, anche se si trova in zone prive di particolari ripari. L'allodola riesce a rimanere perfettamente immobile e se lo ritiene opportuno si accovaccia al suolo; queste tecniche gli sono utili quando il pericolo arriva dall'alto. Se invece ha a che fare con predatori terrestri l'allodola cerca di attuare il cosiddetto mobbing, un attacco collettivo spesso organizzato collaborando con altre specie di uccelli; se non è in grado di competere con i predatori terrestri spicca il volo alla ricerca di zone più tranquille.
Nel nostro Paese l'allodola nidifica praticamente dappertutto, fatta eccezione per la Sicilia e per la zona del Tavoliere delle Puglie dove si registrano notevoli assenze.
Le popolazioni di allodole delle zone settentrionali sono essenzialmente migratrici, mentre quelle delle zone meridionali sono quasi del tutto sedentarie.

L'allodola è considerato un uccello di piccola taglia, l'altezza varia dai 16 ai 20 cm, l'apertura alare non è particolarmente estesa (si va dai 32 ai 37 cm); il peso oscilla dai 33 ai 48 g.
Il piumaggio dell'allodola è di colore marrone; sono presenti striature di colore nero nelle parti superiori, mentre nelle parti inferiori vi sono striature bianco-fulve. Un'altra caratteristica tipica dell'allodola è un piccolo ciuffo erettile che compare soltanto quando l'uccello è allarmato. Le differenze fra i due sessi non sono particolarmente marcate.
Particolarissimo è il suo canto (cliccate sul riferimento per ascoltare il canto dell'allodola); spesso si manifesta a partire da febbraio, anche se possono esservi degli anticipi nel mese precedente. Gli studiosi hanno descritto tre tipi di canto diversi fra loro che, negli esemplari di sesso maschile, corrispondono a tre diversi momenti della fase di riproduzione.
La stagione della riproduzione inizia in primavera, nel mese di aprile. Il maschio dell'allodola corteggia la femmina in modo alquanto caratteristico; le gira intorno con un'ala cadente e tenendo la coda spiegata e dritte le piume di testa e collo. Dopo che la coppia di allodole si è formata ed è avvenuto l'accoppiamento arriva il momento di costruire il nido. È l'allodola femmina che si occupa di questo compito; generalmente utilizza depressioni del terreno protette eventualmente da ciuffi d'erba o zolle. Dopo aver modellato la depressione con il proprio corpo, l'allodola provvede a tappezzarlo con fili d'erba e radichette. Nel nido la femmina depone dalle 3 alle 4 uova; la cova inizia dopo che è stato deposto il penultimo uovo. Occorre un periodo di tempo variabile fra gli undici giorni e le due settimane per la schiusa delle uova. Dopo poco meno di una decina di giorni i nuovi nati iniziano lentamente a seguire i propri genitori negli spostamenti a terra; per il volo invece dovranno attendere che siano trascorse almeno tre settimane dal momento della nascita.
La nutrizione dei piccoli di allodola è deputata a entrambi i genitori. A partire dal mese di aprile ogni coppia di allodole può effettuare dalle due alle tre covate per anno.
L'alimentazione dell'allodola è piuttosto semplice; generalmente si nutre di semi, germogli o foglie; arricchisce però la sua dieta nel periodo della riproduzione mangiano insetti e larve o piccoli animali. Gli insetti rappresentano anche il cibo per i nuovi nati di allodola.
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