Seldon e Amaryl stanno continuando la loro messa a punto , sia teorica che pratica, della Psicostoria. Ma contemporaneamente devono fare i conti con una situazione piuttosto complessa, sia da punto di vista politico che da quello sociale. E Seldon, aiutato ancora per breve tempo dal primo ministro Eto Demerzel, di cui lui conosce la vera natura e identità (e col cavolo che qui ve lo scrivo!), si ritrova sbalzato dal quasi comodo posto di rettore dell’Università di Streeling (la cittadella universitaria imperiale) a quello di Primo Ministro. E ad affrontare le turbolenze che l’ormai inarrestabile decadenza dell’Impero continuamente provoca.
Ma ciò che interessa Seldon è la Psicostoria, la sua capacità di influire sui destini dell’unamità. E questo interesse non tarda a manifestarsi anche in altri ambienti. Che pensano di poter usare, anzi sfruttare, a proprio vantaggio, la nuova scienza. Sarà una lotta durissima che costerà a Seldon un prezzo altissimo. Un complotto volto ad eliminarlo, viene sventato ma un'altra minaccia più grave ancora si presenterà e sarà Dors (anche lei un personaggio di cui non posso dire ciò che …meglio mi fermi!) a sventarlo ma… E’ al culmine di queste vicende che prende forma in Seldon la consapevolezza che non basterà la psicostoria a rendere meno traumatico e lungo il periodo tra la decadenza dell’Impero e la sua rinascita. E alcune circostanze, cui non saranno estranei Amaryl e la nipote di Seldon Wanda (figlia di Raich) forniranno a Seldon la chiave decisiva da cui nascerà la seconda Fondazione.
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