
"Erezioni, eiaculazioni, esibizioni e racconti vari di ordinaria follia", diligentemente annotati nel "Taccuino di un vecchio sporcaccione". I titoli delle opere che hanno reso Bukowski quasi noto fuori dai confini del mondo letterario underground californiano e, anche grazie al film di Ferreri, un caso letterario in Italia dicono già tutto. Questa "Musica per organi caldi", ma il titolo originale "Hot Water Music" ammicca in modo più evidente al jazz, alla musica classica e al sesso, è poi la solita musica. Un narratore che si vuole ostentatamente autobiografico, e in cui con un po' di generosità si potrebbe leggere il distacco dell'ironia, ci porta a spasso tra i bar e le strade di una Los Angeles povera, tra mille incontri umani sempre diversi e sempre uguali. Una vita di bohème senza sentimentalità n‚ fascino romantico in cui l'artista non è poi diverso dagli altri barboni se non per una sorta di cinica autocoscienza. Una vita ritmata su un ciclo regolare di birra, sesso, vomito, mal di testa mattutino, birra e così via, illuminata da qualche unghiata al mondo letterario e alle sue pretese e da alcuni racconti in cui il falso realismo dello stile colloquiale si apre in pieno al grottesco e al surreale. Un libro che non deluderà gli ammiratori di Bukowski e forse raccoglierà qualche nuovo adepto.
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