sabato 7 novembre 2009

I MIEI LAVORI


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venerdì 6 novembre 2009

Mondo Pesce

LIZA AURATA CORSICA (CEFALO DORATO): Diffusione e habitat [modifica]
Il suo areale comprende tutto il mar Mediterraneo, i mari Nero e d'Azov e le coste europee ed africane atlantiche tra il sud della Norvegia e le isole del Capo Verde.Il suo habitat è lungo le coste rocciose e nelle lagune e le foci, come gli altri cefali. Evita pero' le acque a salinità troppo bassa.
Descrizione [modifica]
Molto simile a Mugil cephalus (cefalo comune) ma ha una testa più piccola e stretta, il labbro superiore sottile e una larga macchia dorata molto evidente sull' opercolo.È piuttosto difficile da riconoscere le tre specie europee appartenenti al genere Liza. Questa forse è la più facile da identificare a causa della macchia dorata sull'opercolo, sempre ben visibile (e spesso accompagnata da un'altra macchia più piccola più vicino all'occhio). Inoltre, contrariamente ad altre specie del genere, è assente la macchia nera all'ascella delle pinne pettorali.
Alimentazione [modifica]
Si nutre sul fondo aspirando sedimenti e alghe incrostanti dal fondo e dagli scogli. Si nutre di detrito e di piccoli invertebrati bentonici.
Pesca [modifica]
Si cattura in buone quantità con le stesse tecniche, sia professionali che sportive destinate al cefalo comune. Molti credono che le sue carni siano più pregiate di quelle degli altri cefali (e spesso viene venduto ad un prezzo più alto) ma questo non risponde a verità se non per il fatto che, date le sue abitudini marine, le sue carni difficilmente hanno sapore di fango.

giovedì 5 novembre 2009

Bonsai

LIQUIMDABAR:
Liquidambar orientalis (Hamamelidacee)Albero di origine eurasiatica, in natura raggiunge i 20-25 mt. di altezza. Le eleganti foglie palmate, in autunno assumono accese colorazioni che vanno dal giallo al porpora. Il suo nome (Liquido d'ambra) è dovuto alla resina che, incidendo la corteccia, fuoriesce dal tronco: questo liquido, se bruciato, emana un profumo molto gradevole e persistente. Altezza, compreso vaso, cm. 48Tronco, cm. 3,5Vaso, cm. 30Età stimata, anni 25Collocazione: esterno (Da ottobre ad aprile: al sole. Da maggio a settembre: all’ombra). Concimazione: da marzo a giugno e da metà agosto a metà ottobre. Rinvaso e potatura: da novembre a marzo. Defogliazione: fine maggio. Applicazione filo: da luglio a ottobre. Irrigazione: innaffiare abbondantemente quando il terriccio inizia ad asciugarsi. Disinfezione: in primavera e in estate (aficida)Vaso: smaltato.

mercoledì 4 novembre 2009

Il Libro

More about La leggenda del santo bevitore La leggenda del santo bevitore fu pubblicato per la prima volta nel 1939, pochi mesi dopo la morte di Joseph Roth, esule a Parigi – e può essere considerato, per molti versi, il suo testamento, la parabola trasparente e misteriosa che racchiude la cifra del suo autore, oggi riscoperto come uno dei più straordinari narratori di questo secolo. Il clochard Andreas Kartak, originario come Roth delle province orientali dell’Impero asburgico, incontra una notte, sotto i ponti della Senna, un enigmatico sconosciuto che gli offre duecento franchi. Il clochard, che ha un senso inscalfibile dell’onore, in un primo momento non vuole accettare, perché sa che non potrà mai rendere quei soldi. Lo sconosciuto gli suggerisce di restituirli, quando potrà, alla «piccola santa Teresa» nella chiesa di Santa Maria di Batignolles. Da quel momento in poi la vita del clochard è tutta un avvicinarsi e un perdersi sulla strada di quella chiesa, per mantenere una impossibile parola. È come se il clochard volesse ormai una sola cosa nella sua vita – rendere quei soldi –, e al tempo stesso non aspettasse altro che di essere sviato da innumerevoli pernod, da donne che il caso gli fa incontrare, da vecchi amici che riappaiono come comparse fantomatiche. Tutta la straziata dispersione della vita di Roth – e soprattutto dei suoi ultimi anni, quando, proprio a Parigi, trovava una suprema, ultima lucidità nell’alcol – traspare in questa immagine di un uomo ormai tranquillamente estraneo a ogni società, visitato da brandelli di ricordi, generosamente disponibile a tutto ciò che incontra – e in segreto fedele a un unico e apparentemente inutile voto.

Bill Ward e nessun altro




martedì 3 novembre 2009

Artista Scarpa


Rio di Venezia, olio su tela

La Foto


lunedì 2 novembre 2009

Fantascienza

Iron Man perde uno dei suoi padri
All'età di novantatre anni è morto George Tuska, uno dei disegnatori che, negli anni '70, ha più contribuito al personaggio di Iron Man.
Il primo numero di Iron Man disegnato da Tuska.
Qualche giorno fa è deceduto, all'età di novantatre anni, il disegnatore George Tuska, noto soprattutto per aver disegnato, per la Marvel Comics, Iron Man per un periodo quasi ininterrotto di circa dieci anni.

Tuska era nato nel 1916 nel Connecticut da una famiglia di immigrati russi e, dopo aver frequentato la National Academy of Design a New York, iniziò a lavorare nel campo dei fumetti nel 1939. Dopo aver disegnato in quel periodo molti supereroi (tra cui il Capitan Marvel della Fawcett), nel dopoguerra Tuska passò a storie gialle e criminali. Iniziò a collaborare con la Marvel quando questa si chiamava ancora Timely Comics, passando senza problemi da storie sul crimine, all'horror, al western ai fumetti di guerra. Per un certo periodo (dal 1959 al 1967) lavorò anche sulle strisce di Buck Rogers.

Il rilancio dei supereroi ideato da Stan Lee agli inizi degli anni '60 aveva bisogno di disegnatori dinamici e versatili, in grado di dare uno stile continuo e ben riconoscibile ai comic book. Tuska era perfetto in questo ruolo. Oltre ad aver lavorato su X-Men, Captain America, Sub-Mariner, Ghost Rider, Tuska disegnò anche alcuni numeri della serie legata al Pianeta delle Scimmie tra il 1974 e il 1977.

Il suo lavoro più noto rimane però quello fatto sulla testata di Iron Man tra il 1968 (Iron Man era solo al numero cinque, e il personaggio aveva appena conquistato una testata tutta sua dopo essere apparso in precedenza per parecchi anni su Tales of Suspence) e il 1978. Questo materiale, come gli appassionati di una certa età ricorderanno, è stato edito in Italia dalla Corno, principalmente su L'Uomo Ragno.

Il suo tratto può essere considerato abbastanza spigoloso rispetto a quelli a cui siamo abituati oggi, eppure il suo stile era pieno di immaginazione ed estremamente dinamico. Contribuì in maniera determinante a tenere Iron Man nel gruppo dei personaggi principali della Marvel.

In seguito Tuska collaborò con la DC, prima di ritirarsi dall'attività nel 2000